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Adozione in Etiopia

 

Ogni bambino, in qualsiasi parte del mondo, ha diritto ad avere una famiglia, le cure e l‟affetto di cui ha bisogno per crescere. Quando ciò non si verifica, perché la famiglia di origine non esiste o se esiste non è in grado di prendersene cura, si ricorre all‟adozione internazionale. Affinché l’adozione internazionale sia rispettosa del principio del superiore interesse del minore, essa deve essere la risposta finale e l‟unica possibile alla situazione di abbandono in cui si trova un bambino.

Solo dopo aver cercato altre soluzioni nel Paese di origine, si ricorre all‟adozione in Etiopia.

A guidarci nelle adozioni in Etiopia è, come già detto, il principio di sussidiarietà.

Prevenire l‟abbandono si può e si deve, mediante azioni concrete, progetti ed interventi che consentono alle famiglie di origine di dare un futuro ai propri figli.

Quando però ciò non è possibile, non si possono lasciare dei bambini abbandonati, senza un futuro, o meglio, un bambino non avrà vita e non avrà un futuro vivendo in un istituto o per strada.

Come illustrato nel paragrafo dedicato ai progetti di cooperazione, il Movimento Shalom Onlus interviene a tutela dell‟infanzia in difficoltà in molti Paesi e anche le adozioni internazionali sono considerate una ulteriore forma di cooperazione e di collaborazione con i Paesi di origine dei bambini.

Per queste ragioni, svolgiamo adozioni internazionali. Per questo, nel 2001, l‟associazione ha scelto di iniziare, in aggiunta e in funzione residuale, questa ulteriore forma di cooperazione, per tutelare l’infanzia abbandonata.

Vogliamo precisare che esiste solo il diritto del bambino ad avere una famiglia e che le adozioni in Etiopia devono intervenire solo per tutelare e garantire i diritti dei bambini.

Ciò significa che non esiste alcun diritto ad adottare.

Gli aspiranti genitori adottivi si rendono disponibili e si offrono per accogliere un bambino che altrimenti resterebbe abbandonato.

Infine, tutti i bambini sono uguali e per tutti i bambini abbandonati devono esserci le stesse possibilità.

Adozione in Etiopia è uno dei Paesi più poveri del mondo con uno dei più alti livelli di denutrizione infantile ed è agli ultimi posti nella tabella dell’indice di sviluppo umano (rapporto Unicef). Su una popolazione stimata di circa 80 milioni di abitanti, più della metà vive al di sotto della soglia di povertà. La speranza di vita media è attorno ai 45 anni: la mortalità infantile è intorno al 10.4% e, solo per fare un esempio, nelle zone urbane i malati di Aids sono il 12,6%. Anche l’analfabetismo è molto elevato (66% nelle donne e 51% negli uomini). Sono molti i bambini che vivono sulla strada, orfani di uno o di entrambi i genitori. Gli orfanotrofi governativi sono al limite della loro capacità ricettiva. Accattonaggio e prostituzione diventano spesso l’unica via per sopravvivere. E questo degrado stride ancora di più con le caratteristiche degli etiopi, un popolo fiero, elegante, orgoglioso. Nutrire, curare, educare anche solo alcune decine di questi bambini è l’impegno concreto di un gruppo di amici, fondatori, sostenitori e soci di SelamEthiopia.