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Modifiche circolare 4/1997

 

Per l’Adozione Nazionale, fino ad allora soprattutto in alcune province, veniva praticata in forma consuetudinaria senza alcun intervento da parte dell’Autorità costituita.

Obiettivi delle nuove disposizioni erano:

  • proteggere il minore da ogni forma di sfruttamento; l’accoglienza del bambino orfano molto spesso si tramutava in un suo sfruttamento lavorativo
  • garantire al bambino accolto in famiglia uno status legale che lo equiparasse al figlio biologico con conseguente diritto alla eventuale eredità

Per raggiungere questi obiettivi si richiedeva che la famiglia di accoglienza possedesse capacità educativa ed economica ad allevare un figlio e nello stesso tempo e che l’adozione in Etiopia di fatto fosse omologata dalla magistratura come adozione legale.

La legalizzazione dell’adozione in Etiopia a livello nazionale incontra ancora molte resistenze.

Le famiglie etiopiche che si rendono disponibili per l’adozione in Etiopia nella maggior parte dei casi si rifiutano di legalizzarla nè vogliono produrre la documentazione richiesta.

Per l’ Adozione in Etiopia era concessa solo nel caso in cui il bambino fosse orfano, figlio di malati terminali e abbandonato dai propri parenti.
Ciò significava che un bambino abbandonato ma con i genitori viventi e conosciuti, poteva essere adottato solo con adozione nazionale.
Nella pratica il bambino restava in Istituto.

La presenza dell’Ente autorizzato straniero non era obbligatoria. Per gli Enti e/o Associazioni era sufficiente essere riconosciuti nel proprio Paese per ottenere l’autorizzazione a operare in Etiopia . Tale autorizzazione sottoforma di lettera, era concessa dal MoLSA.