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Prerogative del CYAO erano

 
  • la verifica dell'effettivo stato di abbandono del minore e la produzione del documento ufficiale di abbandono
  • Accoglimento delle domande di adozione nazionale e internazionale
  • Firma del contratto di adozione in Etiopia

E’ stato questo un primo segnale di attenzione al problema, nonostante le resistenze da parte del Ministero degli Affari Esteri e di alcuni alti magistrati. 
In quegli anni era comunque diffuso il preconcetto che l’adozione internazionale fosse preferita a quella nazionale e che i bambini fossero "venduti".

Composizione del CYAO

  • Direttore Generale : Ato Tedla Derissie, oggi rappresentante di adopsjonforum Norvegia, l'agenzia di adozioni in Etiopia.
  • Direttore Sezione Adozioni: Dinkalem Betru, oggi rappresentante dell’Ente Autorizzato italiano AIAU di Firenze
  • Segreteria Sezione Adozioni: Zemzem Kumar e Asisa, ancora dipendenti del MoLSA.
  • Direttore Programmi RA, reintegrazione: Ato Yitna Worku, ora dipendente del MoWA.

Nel 1997 il CYAO organizzò un primo Convegno a Nazareth per promuovere una maggiore conoscenza dello strumento adozione in Etiopia e spiegare le modalità all’interno delle quali l’adozione in Etiopia poteva realizzarsi.

Al Convegno furono invitati tutti i rappresentanti regionali del ministero, magistrati e operatori e , unico Ente italiano, il CIAI.

Sempre nel 1997 il MoLSA affiancò agli articoli del Codice Civile in vigore la circolare 4/1997 che prevedeva sostanziali modifiche sia per l’adozione nazionale che internazionale, anche se non poteva essere applicata integralmente poiché necessitava della modifica di alcuni articoli del codice civile.
In quell’ ambito i rappresentanti regionali lamentarono la mancanza di autonomia nel campo dell’assistenza all’infanzia e dell’adozione.
Soprattutto quest’ultima era, ed è tutt’ora, gestita unicamente attraverso il CYAO di Addis Abeba e questo comportava il trasferimento forzoso dei bambini nella capitale.