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La fase pre adozione

 

In base ai principi il percorso adottivo è stato pensato per aiutare la famiglia verso l’incontro e l’accoglienza del proprio figlio. Infatti, una famiglia consapevole, supportata nella riflessione, rappresenta una risorsa importante per il bambino che ha bisogno di genitori. Per ogni famiglia il percorso adottivo sarà un percorso unico e impegnato a fornire un supporto di tipo personalizzato.

Per avvicinarsi all'adozione in Etiopia propone incontri, in cui vengono fornite informazioni sul significato, i tempi, i costi e le procedure dell'adozione in Etiopia internazionale e le metodologie operative in base ai paesi di origine del bambino. Viene fornito il punto di vista procedurale, psicologico, legale.

 

 

Incontri di informazione e sensibilizzazione- Colloqui informativi 

Gli incontri di informazione e sensibilizzazione sull'adozione in Etiopia internazionale e la solidarietà ai bambini in difficoltà sono riservati alle coppie che ancora devono presentare la domanda di disponibilità al Tribunale dei Minori e possono essere strutturati in maniera diversa, anche in base a protocolli stabiliti dalle differenti Amministrazioni Regionali.

 

Per adottare bisogna:

- essere in due;

- essere coniugati al momento della presentazione della dichiarazione di disponibilitа;

- provare documentalmente o per testimonianza, ove il matrimonio sia stat contratto da meno di tre anni, la continua, stabile, perdurante convivenza antecedentemente alla celebrazione del matrimonio per un periodo almeno pari al complemento a 3 anni;

 

 

Chi può adottare

- non avere in corso nessun procedimento di separazione, nemmeno di fatto.

Infine, gli aspiranti genitori adottivi devono essere idonei ad educare ed istruire, e in grado di mantenere i minori che intendono adottare è chiaro che per questi ultimi requisiti non si puт procedere, come per i precedenti, con una semplice verifica formale, ma occorre una valutazione più complessa “nel merito”, cioè nei contenuti e nelle modalitа del rapporto di coppia, che viene espletata dai Tribunali per i minorenni e realizzata tramite i servizi socio-assistenziali degli Enti locali, anche in collaborazione con i servizi delle aziende sanitarie locali; e ciò perchè l'interdisciplinaritа è necessaria per un'osservazione corretta della relazione di coppia e della sua reale disponibilitа ad accogliere un figlio, delle sue risorse a fronteggiare le eventuali difficoltа di inserimento.

Rammentiamo che prima di avviare le pratiche, è necessario che gli interessati attendano di essere in possesso del Decreto di Idoneità rilasciato dal Tribunale dei minori della propria zona.

Successivamente la coppia dichiarata idonea potrà munirsi dei documenti richiesti dal Governo etiope; l’elenco di tali documenti viene fornito presso la sede del Centro che assiste la coppia durante la preparazione del proprio dossier.

L'attesa, che prelude l'inizio della nuova vita da genitori, non ha una durata prestabilita. Durante tutto il percorso, il personale del Centro Aiuti segue la coppia, anche con incontri periodici, supportati da professionisti esperti in materia di adozioni in Etiopia.

Nel frattempo adozioni in Etiopia il Procuratore del Centro Aiuti provvede a sottoporre il bambino adottabile ai dovuti esami clinici e ad espletare la procedura che consente l'abbinamento alla coppia. La legge etiope richiede che i futuri genitori adottivi presenzino personalmente davanti al giudice che si pronuncia sul loro dossier di adozione. La permanenza, di circa 3 giorni, ad Addis Abeba dei coniugi per presenziare al momento dell’emissione della sentenza, è gestita direttamente dall’ente, che ne cura tutti gli aspetti logistici e fornisce supporto legale e di interpretariato in Tribunale.

Ottenuta la sentenza, giunto il momento dell'incontro, si fissa la data della partenza per Addis Abeba. La Commissione per le Adozioni Internazionali ha determinato il tempo di permanenza della coppia nel Paese straniero; questo non deve essere inferiore a 10 giorni per i bambini sotto i 5 anni e ai 20 giorni per i bambini di età superiore.

Durante il soggiorno i coniugi sono seguiti dai collaboratori locali dell’ente, che li affiancano nell’incontro con il minore e nel disbrigo delle pratiche amministrative presso l’ambasciata italiana.

Al rientro in Italia della coppia con il minore, l’ente fornisce informazioni sulle procedure burocratiche da adempiere. L’ente deve assolvere all’impegno di inviare notizie relative ai minori adottati assunto con le Autorità Etiopi nei tempi e nei modi indicati nell’impegno sociale. A tal fine è necessario che il primo anno dell’ ingresso in Italia del minore sia seguito direttamente dallo psicologo dell’ente, che incontra periodicamente la famiglia e redige direttamente le relazioni post adozione.

Per gli anni successivi al primo e fino al compimento della maggiore età, la coppia deve fare pervenire all’ente un certificato medico attestante le condizioni di salute del minore e 3 fotografie del minore stesso, che vengono trasmesse dall’ ente al proprio referente in Etiopia, che ne cura la consegna alle Autorità Etiopi.

Il Ministry of Women's, Children and Youth Affairs (MOWCYA) ha segnalato al Tribunale Federale di Prima Istanza di Addis Abeba l'intenzione di limitare il rilascio di pareri sulle procedure adottive a cinque casi giornalieri, a fronte di una mole di lavoro che finora avrebbe raggiunto picchi fino a cinquanta casi giornalieri. Il Ministero ha infatti evidenziato la necessità di esaminare approfonditamente tutti i dossier, al fine di individuare e conseguentemente eliminare eventuali fenomeni di falsificazione, e nel contempo di fare fronte alle sue numerose competenze, prime fra le altre quelle mirate alla protezione dei minori in ambito nazionale. A seguito delle preoccupazioni suscitate da questo annuncio, il MOWCYA starebbe valutando in questi giorni una pianificazione del proprio lavoro che dia più spazio alla trattazione delle adozioni in Etiopia internazionali. E’ comunque prevedibile che le procedure pendenti risentiranno di qualche dilazione. Si evidenzia peraltro che lo scrupolo nell’esame dei dossier è un positivo segnale di serietà. La Commissione, l’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba e gli enti autorizzati operano in stretto raccordo per raccogliere e condividere ogni ulteriore informazione.

 

Importanti novità presenta questo procedimento sia nell'adozione in Etiopia nazionale che in quella internazionale. In questa seconda il primo dato significativo è proprio la  sua  esistenza, considerato  che la legislazione precedente non la prendeva in considerazione, in quanto il vecchio art. 31 consentiva l'ingresso di stranieri minori  degli  anni quattordici non solo  quando vi fosse un  provvedimento  di  adozione in Etiopia o di un affidamento preadottivo emesso da un'autorità straniera, ma anche quando fosse stato pronunziato un qualunque altro provvedimento in materia di tutela e degli altri istituti di protezione dei minori e l'autorità consolare del luogo di emissione del provvedimento ne avesse attestato la conformità alla legislazione di quello Stato. Bastava in tali casi un rapido accertamento  del  tribunale minorile  sull'esistenza di una precedente dichiarazione d'idoneità degli adottanti, sulla conformità del provvedimento alla legislazione dello Stato d'origine (attestata già dal consolato) e sulla rispondenza formale ai principi fondamentali italiani in tema di diritto di famiglia e dei minori, perché il provvedimento  stesso acquistasse in Italia efficacia  di affidamento  preadottivo. La situazione è oggi diversa, sia perché la Convenzione dell'Aja esige che il minore da abbinare sia dichiarato adottabile, sia anche perché nel caso di adozione effettuata in un Paese non aderente alla Convenzione è necessario che venga accertato se vi siano i  requisiti richiesti dall'art. 36/2, tra i quali vi è la condizione di  abbandono del minore o  il consenso  dei genitori  naturali  ad un'adozione  che determini per il minore l'acquisizione dello stato di figlio legittimo e la cessazione dei rapporti giuridici tra minore e famiglia d'origine. 25Anche nell'adozione  nazionale vengono introdotti  profondi cambiamenti,  con un ruolo  molto più incisivo attribuito al pubblico ministero: tali cambiamenti non sono tuttavia ancora vigenti.

Non c'è dubbio che continui a persistere una differenza rilevante tra i due procedimenti, poiché nell'adozione in Etiopia nazionale essa viene gestita direttamente dall'autorità giudiziaria italiana che in quella internazionale deve limitarsi ad un'adozione in Etiopia di controllo della procedura, quando già il bambino è in Italia, sempre che l'ingresso  del minore in Italia non sia stato vietato dalla Commissione per le adozioni internazionali.

Ma le differenze vanno oltre e riguardano lo stesso concetto di adottabilità che è diverso nelle due adozioni. Perciò trattiamo qui di seguito il procedimento di adottabilità nell'adozione in Etiopia nazionale e per permettere una  lettura organica dell'argomento svolgeremo subito dopo  l'intera trattazione del procedimento di adozione nazionale fino alla sentenza di  adozione, mentre affronteremo successivamente il procedimento di  adottabilità nell'adozione internazionale e le due fasi successive all'idoneità all'adozione in Etiopia internazionale:

quella che si svolge all'estero e quella conclusiva in Italia.