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Tutela del minore in Etiopia

 

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DEMOCRATICA DI ETIOPIA Emanata nel 1994

Nella Costituzione Etiope non c’è una definizione del significato della parola minore, esso si trae dalle altre leggi che lo definiscono una persona minore di 18 anni.

Art. 9 I Trattati Internazionali ratificati dall’Etiopia sono parte integrante della legge Statale

Art. 13 I diritti umani previsti dalla Costituzione Etiope devono essere interpretati in linea con le legislazioni internazionali accettate dallo Stato

Art. 14-18 Diritto alla vita, alla persona, alla sicurezza; divieto di uccidere, salvo per la pena di morte inflitta ai criminali; tutela dei diritti delle persone; tutela della libertà; divieto di trattamento o di punizioni crudeli, inumane o degradanti

Art 27-31 Diritto alla libertà di parola, di pensiero, di religione, di associazione e assemblee pacifiche

Art. 36 Il minore ha il diritto alla vita; al nome ed alla nazionalità; alla protezione dallo sfruttamento sessuale e lavorativo; a conoscere e avere le cure dei genitori e dei tutori; a essere protetto dai trattamenti inumani e crudeli; a essere protetto da punizioni corporali nelle scuole e negli istituti. Permane il diritto ad infliggere punizioni corporali in famiglia o negli istituti correzionale ex art 172 c.p..

L’art. 36 prescrive l’obbligo di perseguire il miglior interesse del minore e regola la separazione dei minori dagli adulti negli istituti correzionali e nelle carceri.

CONVEZIONE SUI DIRITTI DEL BAMBINO CRC, Ratificata nel 1992 
La CRC va a riempire le lacune della Costituzione dichiarando il diritto dei minori alla vita, art. 6; il diritto ad uno standard di vita adeguato allo sviluppo fisico mentale spirituale e sociale, art. 27; il diritto alla salute, art 24; il diritto all’educazione, art 28; il diritto all’informazione sulle modalità di comunicazione internazionali, art. 13; il diritto di conoscere i propri genitori, art. 7; il diritto alla privacy, art. 9; il diritto alla parola, art. 12.

La CRC tutela i minori da ogni forma di violenza moralefisica o di sfruttamento, art 19; vieta l’uso di droghe o sostanze psicotrope ed il traffico delle stesse, art. 33; vieta lo sfruttamento lavorativo, art. 32; vieta lo sfruttamento sessuale, art. 34; punisce il sequestro di persona, vendita o traffico, art. 35; punisce ogni altra forma di sfruttamento minorile, art. 36; protegge i minori da torture o a trattamenti inumani e vieta la pena capitale e all’ergastolo, art. 37; obbliga lo stato ad adottare appropriate misure di recupero del minore, art. 39.

N.B.la CRC delinea in modo chiaro i diritti, ma non i titolari dei corrispondenti doveri, cosa fatta dal codice civile e penale.

 

NORME CONTENUTE NEI CODICI CIVILI E PENALI

CODICE PENALE 1957

CODICE CIVILE 1960

CODICE DI PROCEDURA PENALE 1961

PROCLAMA PER I LAVORATORI n. 42 del 1993

La legislazione Etiope e la CRC descrivono come illegali sia le azioni che pongono i minori in una situazione pericolosa o inadatta sia le azioni che mettono in pericolo il loro sviluppo e il benessere.

"Child abuse and Neglect" è usato per definire tutte quelle azioni omissioni socialmente inaccettabili, commesse da parte di individui o entità, checausano una sofferenza fisica e mentale, un’esposizione immorale una privazione di risorse del minore e che hanno come conseguenza il danneggiamento del benessere della crescita morale e fisica o mettono il minore in determinate situazioni dove è presumibile che il minore venga danneggiato.
Ciò significa che gli effetti di forze naturali o sociali che non possono essere ascritte ad attori individuali o a istituzioni sono escluse.

L’azione in Etiopia o l’omissione devono avere un nesso eziologico provato con la sofferenza del minore. 
Dare una definizione di illecito è quindi difficoltoso e dipende da differenti valutazioni dovute a diversi contesti socio-culturali.
Per esempio, le punizioni corporali da parte dei genitori saranno ritenute illegittime solo se comporteranno delle conseguenze negative evidenti sui minori. 
Il concetto di abuso o abbandono morale e materiale nei confronti dei minori si riferisce:

  • ad una varietà di azioni che possono avere forme differenti
  • ad azioni descritte da termini differenti il cui significato non è sempre chiaro
  • ad azioni che devono essere negative per quel particolare minore;

Abuso nel privato:  famiglia: punizioni severe, abbandono e abusi sessuali.

Abuso nella sfera pubblica: il minore è considerato o un fattore della produzione oppure un delinquente nel processo di amministrazione della giustizia.

La legge presume che nei casi di lavoro o di delinquenza, il minore possa essere facilmente sfruttato.

N.B. il diritto dei minori di ottenere le cure idonee è rivendicabile solo nei confronti dei genitori o del tutore ciò parrebbe significare che il minore nulla ha da pretendere verso lo Stato che Costituzionalmente non ha alcun dovere di supporto delle famiglie ma che con la CRC ha assunto dei doveri.

Codice civile: prescrive la possibilità della revoca della potestà e del diritto per i parenti di prendere il posto dei genitori – art. 210 (è preferita la linea paterna), acquisendo doveri immediati ed obbligatori.

L’obbligo agli alimenti e quello alla tutela del minore in assenza sia dei genitori che dei parenti potrà essere deferito a un’istituzione.

Il tutore ha gli stessi doveri e diritti del genitore, quindi può infliggere punizioni corporali, art. 267; nel caso di omissioni verso il minore risponderà di illecito extracontrattuale e sarà obbligato al risarcimento dei danni.

Codice penale: non tutti gli inadempimenti civili sono sottoposti a sanzioni penali. Il Codice Penale è diviso in due sezioni

  • la protezione della sicurezza degli individui
  • La protezione dei diritti dell’individuo

Il c.p. prevede delle aggravanti per i delitti commessi sui minori e delle sanzioni specifiche per i delitti contro i minori e commessi dai minori.

L’art. 547 c.p. punisce colui il quale ha l’obbligo della tutela di un minore e lo lascia senza aiuto in una situazione di grave pericolo di vita.

L’art. 625 c.p. punisce colui il quale non adempie all’obbligo alimentare.

L’art. 626 c.p. punisce i genitori o i soggetti che esercitano la patria potestà nel caso di gravi inadempimenti.

I reati sono suddivisi in fisici, sessuali e reati legati a sostanze stupefacenti o alcoliche.

E’ punito dalla legge penale il maltrattamento, art. 548; il rapimento, art. 561; il rifiuto di consegna del minore al tutore o genitore, art. 562.

 

Abusi sessuali e sfruttamento

Il codice penale prescrive pene severe per chi ha rapporti sessuali con minori di 15 anni , art. 594 e con minori tra i 15 ed i 18 anni , art. 595.
Ci sono delle aggravanti nel caso in cui il reo abbia dei rapporti di parentela con il minore.
Seduzione di minore con più di 15 anni, art. 596; incesto, art. 621; aggravanti nel caso di violenze omosessuali su minore di 15 anni, art. 601; induzione alla prostituzione di minori, artt. 605/606/607; esposizione di minori a materiali osceni o indecenti, artt.609/613; distribuzione di alcol o stupefacenti, art. 510; punizione di chi serve ai minori alcol art. 514.

Per i reati sopra menzionati i minori non sono punibili in tali casi, al contrario sono ordinate per loro misure rieducative con l'art. 597.
N.B. tutti i reati sono puniti se sono forme di estremo maltrattamento.
Il codice penale non punisce le punizioni corporali che servono per educare il minore.
Anche nel caso di non corresponsione degli alimenti un soggetto è responsabile solo se aveva la possibilità di versare e dolosamente non lo fa. Se un minore non va a scuola nessuno è punito.

Codice di procedura penal: misure protettive per i minori

Se un minore è coinvolto in un crimine deve essere condotto immediatamente alla più vicina Woreda Court dalla polizia, dal P.M., dai genitori o dal custode, art. 172 c.p.p.
La polizia deve evitare la divulgazione della notizia. Si procede ad investigazioni informali.
E’ prevista l’assistenza dei genitori o tutori e l’assistenza dell’avvocato in assenza di tutore o nel caso di reclusione maggiore di 10 anni.

Il giudice sentita la polizia, nel caso di rei minori di età decide solitamente in camera di consiglio per evitare il giudizio penale.

Se il minore è un delinquente:

Infant < 9 anni il minore non è responsabile delle sue azioni criminali.

Young person 1 tra 15 anni i rei devono essere incarcerati separatamente dagli adulti e la pena di morte è vietata.
Le misure alternative (istituto di cura; supervisione nell’educazione quando il minore è abbandonato moralmente o esposto alla corruzione; arresti domiciliari e scolastici per reati poco gravi; istituti correttivi speciali per ragazzi con indole difficile la chiusura in questi istituti non può essere per meno di un anno e per più di 5 rimprovero) sono preferite alla carcerazione.

Young person 2 tra 15 18 anni sono trattati come gli adulti, hanno poi delle attenuati generiche e la pena di morte è vietata, in alcuni casi sono poi applicate in toto le previsioni per young person 1.

Solo se le misure falliscono il Tribunale emetterà una sentenza di condanna a pagare un’ammenda, avrà una punizione corporale o sarà incarcerato.
La carcerazione in particolare potrà essere disposta solo se una delle misure alternative fallirà e solo nel caso di condanna a più di dieci anni di reclusione.
In questi casi il giudice manderà il minore presso un istituto correttivo dove misure speciali di isolamento o disciplinari possono essere applicate oppure in un penitenziario quando il giudice ritiene il minore irrecuperabile, anche in questo caso è possibile l’isolamento.
La sentenza di incarcerazione deve essere emessa tenendo conto della gravità delle azioni commesse e dell’età del reo.
Non può essere per meno di 3 anni e per più di10.

Un ragazzo mandato al correzionale potrà essere trasferito al penitenziario se ritenuto irrecuperabile oppure per il raggiungimento della maggiore età.

 

Labour Proclamation

E’ vietato lavorare per i minori di 14 anni.
Per i minori di 18 è possibile lavorare, ma sono vietati lavori pericolosi per l’incolumità della vita come nei trasporti, nell’erogazione di energia elettrica, nelle cave…
E’ vietato il lavoro notturno e la domenica nelle vacanze e straordinari.
L’ispettorato del lavoro in accordo con il Ministro del Lavoro e degli Affari sociali controllano i datori di lavoro.
N.B. tutti i divieti valgono solo per il lavoro nelle fabbriche e non per quello artigianale dove per la maggior parte sono usati i minori.